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Circus Ottaviano: Campagna elettorale pronta al taglio del nastro tra i "blablabla" e "lalalala"

martedì 27 novembre 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. E’ la quiete prima della tempesta. Troppo silenzio in città ma tanto fracasso tra le mura di vecchie botteghe, di scantinati, di taverne e di uffici. I portacenere sono pieni di residui di fumo, poche sigarette ma tanti mozziconi di sigari. Alcuni di questi ancora fumanti. I politici in città si sono dati infatti all’arte del sigaro, ma chissà con quale tipo di fumata. Sicuramente insipida, come le loro trattative. Frettolosamente infatti cercano tutti di chiudere patti, stringere alleanze. Poco importa i progetti. "Tanto in città vince chi ha voti" commentano. Ma i voti non liberano una città soffocata da opere ancora incomplete. C’ è tanto da fare ma purtroppo questo non è una priorità, e non fa nemmeno la differenza, anzi. Ora la “grana” da risolvere, quella più scottante è un’altra, ed è targata “lista”. Si perché tanto i candidati sono chiari, son quelli. E’ vero c’è chi dice “i nomi che escono sono ormai bruciati” oppure “sono strategie” bhè qualora lo fossero, sono poco originali. E allora ecco, ora ve le racconto tutte, augurandomi che nessuno diventi “suscettibile” o mi faccia chiamare dall’amico dell’amico del suo amico che è nipote di un amico che poi sarebbe mio amico. Il gossip politico è lecito, ah, anche il DIRITTO DI CRONACA, viceversa esiste la smentita dei diretti interessati. E poi precisiamo che questo non è un articolo, solo un po’ la mia opinione, un editoriale. Allora. Si parla di un volto misterioso del Pd ma si bleffa. L’unica certezza nel Pd è che questo è spaccato, frantumato. Ma anche questa potrebbe essere una strategia del burattinaio. Si ma si sa, le teste di legno prima o poi fan fuoco. Poi c’è la corsa sfrenata di Luca Capasso: l’avvocato penalista. Il suo nome gira, scontato, su alcuni tavoli. Ne parlavano persino in pizzeria ieri, ad un 18esimo compleanno. Non c’è dubbio è conosciuto. Certo lui non smentisce e non annuisce la candidatura, ma pasce tra le case alla ricerca dei voti. Si ma prima serve un nome nella lista. Entra nelle famiglie e la tecnica è quella della card family “prendi tre paghi uno” quella che usava un po’ il suo ex collega Mario Iervolino: dividere le famiglie. Esempio: Paperino candida la fidanzata Paperina nella lista con Topolino, Pluto, suo avversario, candida la cugina di Topolino con Pluto. Chiaro no? Bhè almeno in questo si è equilibrati. Nei suoi tour è accompagnato da qualche collaboratore, portaborse no, quelli ormai non sono più di moda. Tra questi il fido Biagio Simonetti, consigliere uscente dell’Udc. Ma una cosa è certa vince contro la concorrenza per più motivi. In primis perché sfila con i giovani. Un giovane per i giovani? Forse. Poi forse dalla sua parte c’è l’alleanza con Giovanni D’Ambrosio (alias Cappotaro) che però sembra non convincere tanti. Certo è che D’Ambrosio il suo conto con la giustizia l’ha anche pagato e che nonostante lo stesso sembra aver stretto quel rinomato patto di sangue politico (che peraltro sembra far innervosire qualcuno, e non ne comprendo il motivo) con il giovane avvocato però sembra aver riservato anche un doppio scacco. Corre voce infatti che D’Ambrosio potrebbe dare il ben servito a Capasso candidando un suo familiare. Potrebbe anche essere, ma nel frattempo perché si affianca alla toga e i suoi in alcune case promettono addirittura assessori? Le deleghe più gettonate? Politiche giovanili, sociali, cultura e spettacolo, istruzione. Una cosa vera però c’è: 23 nomi Capasso li ha. Per il colore politico? Pdl, forse Udc se il partito dimentica lo smacco passato, e soprattutto anche qui civiche, speriamo solo che la spiga sia diventata grano dopo le ultime elezioni. Ma andiamo oltre. Ecco da lontano arrivare l’alto, ops l’altro candidato. Andrea Nocerino, farmacista: anche qui la strategia è assai strana (questi candidati sono assai originali), anche di lui ne sento parlare spesso. Alla festa di mio zio, 43 anni. Anche lui gira, ovvio, ci sono le liste da riempire, ma mentre Capasso è scortato da giovani lui sembra puntare alle famiglie. E qui casca l’asino. Famiglia standart: papà 50enne, madre 47enne, due figli: un 24enne, e il più piccolo che si chiama Ciro 18enne (stava alla festa e parlava di Capasso). Ecco. Ditemi voi cosa succede? Mamma e papà votano Nocerino e i due figli Capasso? Bhè sino a qui tutto okey. Anche perchè la concorrenza è sleale,ops scusate, un altro refuso (per la gioia dei miei lettori) volevo scrivere leale. Ah, qualche commento sulle liste di Nocerino, dimenticavo. C’è un anonimo che commenta un articolo di un’altra testata definendo le liste di Nocerino “piattus vacantus” , mi ha incuriosito molto. Bhè effettivamente sono trasparenti chissà se almeno pesano. Per le coalizioni i soliti trentadue delle civiche e c’è chi poi parla di una terza: si accettano scommesse sul simbolo. C’è chi giura che il primo cittadino, ops altro refuso (sto scrivendo malissimo, troppi errori linguistici,speriamo siano contenti di me) ex primo cittadino, sia andato da lui, a far che? Sigaro, caffè, Maalox o chiedere ospitalità? Non saprei, quando lo incontro glielo chiedo. La sfida così sembra concentrata su loro due, ma qualcun altro c’è. Mentre Capasso-Nocerino infatti sono nel box (in senso di ring, no box dei bambini, precisiamo i politici o aspiranti tali sono permalosi) , fuori c’è chi aspetta. In primis i Caldarelli brother’s (speriamo di aver scritto male in inglese, non vorrei deludere nuovamente i miei lettori) che per ora non hanno partecipato a nessuno degli assi politici. Anzi, proprio perché Enzo Caldarelli, consigliere uscente ha snobbato la tavola rotonda in supporto di Capasso ha creato non pochi disequilibri all’interno del gruppo. A vagare poi c’è ancora l’ex sindaco Iervolino (datosi alla stesura della sua biografia, presto in distribuzione ma solo come la letterina: su comando “a te si a me no” solo per una questione di risparmio di carte, ah quegli alberi in Amazzonia!) che in attesa della grazia parlamentare prova a fare il maestro di pupi. Spuntano i nomi di Michele Saviano, ah poi c’è Michele Visone coordinatore Fli: sembra non intenzionato a scendere in campo come sindaco, ma nel frattempo fa il prezioso ma ha la sua lista pronta al migliore offerente, speriamo si faccia comprare ad un prezzo alto. Per non parlare dell’esercito di nomi che solo Dio sa quanti ne sono, e ancora i vari sponsor ed alfieri. Ho l’emicrania. Fra un po’ anche mia nonna vorrà fare il sindaco, anche se purtroppo le hanno già promesso un assessorato. Traditrice. Comunque sia, tra oggi e domani molte conferme potrebbero arrivare: il post primarie, (un po’ flop direi con 847 votanti) concentrerà la scelta sul nome della sinistra, su eventuali rese o alleanze. L’incontro di mercoledì per la destra “capassiana” sigillerà la candidatura dell’avvocato con un documento con tanto di bolla rossa. Per Nocerino ancora camice bianco e corsa per far contento l’anonimo veneziano, ma la verità a me sembra però essere sempre una: l’arrivismo porta allo scontro, l’ambizione alla ricostruzione. Ma quanti hanno davvero a cuore le sorti di una città? Forse pochi, tanti, oppure nessuno. Ma l’unica certezza e’ quella che di qui a breve il nostro paese sarà bombardato di santini e slogan da ipermercato, pronti a diventare presto coriandoli. Si susseguiranno i soliti comizi elettorali e gli scadenti confronti a chi inventa l’idea più originale. Ma di originale c’è davvero poco. Soliti nomi, solite promesse abnormi e persino quelle che stupiscono ancora prima di iniziare: in cambio di un posto in una lista in queste ore c’è chi promette di tutto. Menomale che non si promettono arruolamenti a soldo, sarebbe davvero troppo e l’offesa sarebbe troppo grande per un paese che non chiede molto. Eppure nessuno riesce a capire che servono due cose a questo paese e forse anche le più semplici: il coraggio di cambiare e l’autonomia delle scelte. C’è bisogno di un processo di pulizia, di riciclo generazionale, di una classe politica ex novo. Basta ad una politica che rinasce puntualmente dalle sue stesse ceneri, basta agli interessi personali attraverso i quali si stringono le alleanze più assurde e solo in base alle proprie esigenze clientelari. Una buona amministrazione è solo questione di dignità e non ci vuole molto: il coraggio di aprire un dialogo, un confronto,sedersi con le eccellenze di un paese, confrontarsi e non pensare ai colori politici o alla giusta banda per prosciugare potere e chissà cos’altro. Perchè non un solo candidato sindaco? Impossibili tutti ambiscono alla poltrona. Ho trent’anni e amo questa terra così tanto da poter dire che nessuno metterà avanti alla propria ambizione personale le prospettive di una intera collettività, e malinconicamente sono convinta che non c’è spazio per i sogni ma solo per le guerre fatti di trucchi, inganni e veleni. Cosa chiedo? Niente, solo giustizia e rispetto nelle regole del gioco politico, a tutti. D’altronde Eneo Domizio Ulpiano lo scriveva «Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere.» (Trad. “La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo”) che tradotto potrebbe essere come ! “Vedi di vivere onestamente perché non dovrai combattere con la tua coscienza, ricordati che la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri, stai attento a rispettare i diritti degli altri se vuoi che anche i tuoi siano rispettati”. Buona campagna elettorale a tutti e anche alla Stampa…che non ha colore, è vero sono residente in questo paese e andrò a votare ma anche no, ma non ho né colori né voglia di averli, se un giorno deciderò di scendere in politica lo farò seguendo un principio importante che un buon vecchio politico mi ha insegnato “la politica è la cosa più bella ma devi saperla amare, rispettare e soprattutto farla splendere sempre nel modo giusto” non serve lucidare qualcosa che contiene letame, primo o poi la puzza si sentirà.

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