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MORTALITA’ IN CAMPANIA: QUERELLE SU INQUINAMENTO E SALUTE

REPLICA DEL PROF. ANTONIO GIORDANO ALLE DICHIARAZIONI DELL’ON. CARDINALE: "CI SI AMMALA DI CANCRO SEMPRE PIU’ GIOVANI"

domenica 16 dicembre 2012, di Comunicato Stampa


"Nell’attribuire un peso rilevante alla mortalità per cause cardiovascolari in Campania il sottosegretario Adelfio Elio Cardinale sembra velatamente riferire l’incidenza di malattie cardiovascolari ai tassi di obesità della nostra popolazione regionale, al fumo di sigaretta e ad altri fattori di rischio modif
icabili su base individuale. In questo approccio del nostro sottosegretario alla Salute si esprime una palese mancanza di considerazione per i risultati dello Studio Sentieri (condotto da esperti del CNR e dell’Istituto Superiore di Sanità), che ha dimostrato un elevato impatto delle malattie cardiovascolari proprio nelle aree che soffrono di maggiore inquinamento ambientale. Il binomio esclusivo ambiente e tumori è dunque un concetto superato. Sono molte le problematiche di salute conseguenti all’inquinamento dell’ambiente: dalle interferenze endocrine alle malattie polmonari, cardiache ed anche (ma non esclusivamente) oncologiche. Evidentemente, tutto ciò è solo parzialmente noto all’On.le Cardinale, catapultato da chissà dove nella tragica realtà campana della “terra dei fuochi” e “dei veleni” per cui sta diventando tristemente famosa. Per quanto riguarda lo screening mammografico, i dati forniti da una fonte ufficiale come l’AIRTUM ci dicono che la COPERTURA (e non l’ADESIONE) dello screening mammografico per le donne campane è ferma al 50% della popolazione bersaglio (donne oltre i 45 anni) contro una copertura del 93% della Lombardia. È vero che la Campania sconta anche bassi tassi di adesione (30% contro il 60% della Lombardia), ma è altrettanto vero, come dimostrato dal nostro ultimo studio sul tumore mammario fondato unicamente su dati ministeriali, che il massimo aumento degli interventi chirurgici di mastectomia e quadrantectomia si registra nella fascia PRESCREENING e cioè nelle donne tra 40 e 44 anni di età (addirittura + 40% in nove anni) e tra i 25 e 39 anni (+19% dal 2001 al 2008). Insomma, le cose sono più complesse di come vengono presentate per imbonire il popolo."

FED. ASSOCAMPANIAFELIX ufficio stampa

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