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Pollena Trocchia, Cava del Carcavone: rischio per il paese o opportunità di sviluppo?

lunedì 17 dicembre 2012, di Gennaro Addato


Cava del Carcavone: rischio per il paese o opportunità di sviluppo? Se ne è parlato sabato pomeriggio al centro Paolino Avella in una conferenza programmatica, prima uscita pubblica del comitato “Il bene in comune” creato da Giovanni Busiello. A presentare il problema e le possibili vie d’uscita gli addetti ai lavori. Il tema della difesa dal pericolo idrogeologico è stato affrontato da Franco Ortolani, professore ordinario di geologia alla Federico II, che ha evidenziato come l’urbanizzazione selvaggia sia causa dei tragici eventi che si ripetono ogni anno (come quello che nel 2011 ha portato alla morte di Valeria Sodano). “La discesa delle acque dal monte Somma è però un evento prevedibile – ha spiegato, suggerendo che “sarebbe sufficiente installare ad un costo veramente esiguo un sistema di allarmi che controllino l’intero versante monitorando il passaggio di cumulonembi. Ciò permetterebbe di prevedere le precipitazioni pericolose così da poter allertare tempestivamente la popolazione interessata. Riqualificare il territorio dopo anni e anni di incuria non è semplice ma con la prevenzione possono essere almeno evitati i tragici eventi a cui siamo purtroppo abituati”.
Raffaella Forgione, architetto e ingegnere, ha invece messo l’accento sull’importanza di una corretta progettazione al fine di ottenere fondi tramite bandi europei. “Quello di Pollena non è un caso limite: tanti altri comuni italiani hanno ottenuto fondi e realizzato progetti per risolvere problemi analoghi. L’importante è fare leva su punti strategici come l’utilizzo di energie rinnovabili, la creazione di percorsi di mobilità sostenibile e il recupero dell’agricoltura”.
Giuseppe Rolandi, professore ordinario di vulcanologia alla stessa università ha invece trattato in senso stretto il tema della riqualificazione del Carcavone, definendolo “un’importante sito di interesse naturalistico e vulcanologico”. “Andrebbe valorizzato trasformandolo in un geosito, cioè un vero e proprio museo all’aperto capace di attirare studenti e turisti – ha spiegato – ma per far questo è necessario prima di tutto metterlo in sicurezza. Nel 2008 ho depositato all’ufficio tecnico di questo comune una relazione ad hoc e il Governo ha destinato un milione di euro, mi chiedo perché non sia stato ancora utilizzato – ha attaccato, lanciando una silurata all’assessore ai lavori pubblici presente in sala. “Non è vero che non abbiamo fatto nulla – si è difeso a margine dell’incontro Salvatore Auriemma – Il problema è che i passaggi burocratici hanno rallentato il lavoro: abbiamo aspettato per 18 mesi la valutazione di incidenza dal settore ecologia della Regione, che ci arriverà nei prossimi giorni. Per gennaio potremo chiudere la conferenza di servizio, preparare il progetto definitivo e avviare la procedura per la gara”.

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