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Sant’Anastasia- il Sindaco Carmine Esposito :"è l’ultima partita per smuovere gli organi sovracomunali."

pubblicato su "Cronache di Napoli"

martedì 18 dicembre 2012, di Maria Beneduce


Annuncia lo sciopero della fame a cominciare da oggi: a farlo è il sindaco Carmine Esposito, ancora in prima linea contro “il diritto negato al futuro” dei comuni ‘stretti’ dai vincoli della legge 21. A soli due giorni dall’annuncio di denuncia/diffida espressa nei confronti della Regione Campania per non aver adottato il PSO (Piano strategico operativo) nei sei mesi previsti dalla legge 21 del 2003, Esposito dice: “la protesta nasce innanzitutto contro la legge 21 del 2003, che ’ha soffocato e scritto la morte di tutto il territorio”. Sono trascorsi nove anni da quando la Regione Campania ha disegnato i vincoli di ben 18 comuni, dandosi dei tempi.: “La legge - ha sottolineato il sindaco- prevedeva l’approvazione di un piano strategico operativo entro sei mesi dalla sua entrata in vigore. L’allora Giunta Bassolino non l’ha mai approvato, e quindi penso di denunciare anche quell’esecutivo per non aver provveduto a mettere in sicurezza i nostri territori’’. L’amministratore della piccola comunità del Vesuviano, avvia cosi lo sciopero della fame, per dare un segnale forte alla Regione e alle forze politiche cittadine, perché la zona rossa, condoni e la mancata approvazione del Pso, oltre al lungo cammino in Consiglio regionale del nuovo piano paesaggistico, si mostrano tutti elementi che di fatto, per il sindaco Esposito, tengono stretto in una ‘morsa’ il territorio anastasiano ed i restanti 17 comuni della cosiddetta zona rossa. Oltretutto ad innescare l’insofferenza del sindaco ad assistere inerme alla “morte” del suo territorio, è anche lo stop del disegno di legge sul piano paesaggistico in Consiglio regionale campano, un elemento che, aggiunto ai restanti vincoli, espone i territori di Sant’Anastasia, come altri comuni campani, a subire il conseguente blocco del Puc ( Piano urbanistico comunale), ragioni per le quali il sindaco sembra avere raggiunto un punto di non ritorno e la conseguente consapevolezza che la mancata approvazione indurrebbe ad un blocco a tutto tondo sull’operato cittadino, da qui l’esigenza dello sciopero della fame per protestare, ha detto la fascia tricolore, “contro l’ostruzionismo ’omicida’ da parte degli esponenti regionali – sottolineando che - il piano paesaggistico varato dalla Giunta Caldoro, risolverebbe alcuni problemi creati dalla legge regionale, ma purtroppo fermo in Consiglio regionale perché l’Idv e Pd stanno ostacolando la sua approvazione ’’. Esposito ha posto al centro della sua battaglia, sin dalla campagna elettorale, la zona rossa, con la finalità di abbattere gli innumerevoli “ limiti, vincoli, negazioni e privazioni di sviluppo e sopravvivenza” che sottopone il territorio, “alla morte”, un cambiamento atteso nelle risposte del Disegno di Legge sul Paesaggio che apporterà modifiche alla Legge 21. In questa ottica di lo scorso settembre Esposito ha partecipato ad una importante correzione ai vincoli imposti ai 18 comuni della zona rossa, con due importanti cambiamenti: “l’abbattimento e la ricostruzione dei manufatti vecchi, oltre alla possibilità di valutazione delle pratiche di condono”. Oggi in conferenza stampa, Esposito renderà nota nei particolari la diffida alla Regione e porrà un invito ai consiglieri del pubblico consesso cittadino a supportarlo ‘apertamente’, oltre che sottolineare i motivi che lo hanno indotto alla sciopero della fame. “La mia protesta andrà avanti ad oltranza – e conclude - dopo mille battaglie e difficoltà ho deciso di ricorrere a quest’ultima forma di malcontento, per cercare di salvare il nostro territorio, che tra mille vincoli e mancanza di sicurezza, rischia di morire’’.

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