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Somma Vesuviana, l’Ascom scrive (provocatoriamente) a Babbo Natale: "Dacci un futuro migliore"

giovedì 20 dicembre 2012, di Comunicato Stampa


Con un gruppo di amici-commercianti abbiamo la buona abitudine di incontrarci periodicamente, quasi sempredavanti ad un buona pizza. Siamo quasi tutti organici dell’ASCOM, associazione per il commercio che io umilmente rappresento da un pò di anni.
La necessità di vederci, è nata dal forte bisogno di confrontarsi, di portare ognuno la propria esperienza, il proprio modo di fare commercio e, perché no, di accettare consigli e di darne.
Ovviamente le problematiche su cui disquisiamo sono quasi sempre le stesse: Tasse, Spread, Default, in definitiva Crisi Economica, cercando di analizzare la situazione e di capirne i meccanismi, quanto questa situazione ci costa, fino a che punto ci investe, che ruolo abbiamo e quale ne potremmo avere.
Inevitabilmente, poi, si passa alla nostra realtà. Anche qui i problemi sono ormai sempre gli stessi, quelli che ci portiamo in eredità da anni: pressione fiscale, parcheggi, viabilità, arredo urbano e, non ultime, le apparizioni di facciata della politica.
Gli animi durante la serata si accendono e la rabbia esce fuori quando pensi che certe cose, le più elementari, ovvie, basilari che in un qualsiasi paese normale dovrebbero essere fatte. Ma lo sconforto totale avviene quando, dopo queste lunghe masturbazioni mentali e sproloqui, arriviamo a porci con rabbia le solite domande: Forse siamo pochi? Forse non contiamo niente? Forse non ci ascoltano perché siamo troppo BRAVI? Forse dovremmo più chiasso? Forse chi ci sente ritiene che non incidiamo sulle sorti del paese?
E sulla falsa riga di tali quesiti, la serata finisce e aldilà della buona compagnia, ognuno di noi se ne va con un pò gioia per aver esternato (sfogato) tutti i problemi ma anche con malinconia perché ci portiamo a casa la sensazione di non aver concluso niente.
Personalmente, mi porto indietro solo amarezza poiché non riesco a non pensare a tutti quei piccoli, medi e grandi esercenti che non sanno se il prossimo anno potranno alzare la serranda, a tutto quello che c’è dietro, le tante storie diverse, generazioni che con sacrificio si sono tramandate attività da padre in figlio e che oggi, purtroppo, non sono padroni del loro destino che, invece, è nelle mani dello Spread, della Recessione, ma soprattutto in quelle delle scelte politiche scellerate.
Ma l’ultimo incontro avuto con i miei colleghi, è stato folgorante! Infatti, rientrando a casa, ho avuto un’idea geniale, un’intuizione formidabile e ho capito finalmente come affrontare e risolvere tutti i nostri problemi: avrei scritto e protocollato (in Finlandia ovviamente) UNA BELLA LETTERA A BABBO NATALE a nome di tutti quelli che, come me, hanno un’attività commerciale.
Caro Babbo Natale ti scrivo a nome di tutti quelli che come me, sono un po’delusi (indignati) pensando ti scrivo perché penso tu solo puoi aiutarci, ci sei rimasto solo tu.
Cercherò di essere breve e, delle mille richieste che avrei, te ne farò solo alcune, certo che le prenderai in considerazione e fiducioso che tu possa risolverle.
Per iniziare, ti chiedo è di farci trascorrere un Natale sereno dando salute e forza a tutti, ma soprattutto a quelli che ogni mattina affrontano la vita con il terrore dell’essere precari: insegnanti, operai, impiegati, studenti, ricercatori ma soprattutto a i commercianti dal futuro sempre più incerto.
Fai in modo che tutti gli sforzi che stiamo facendo per rialzare la barca Italia siano utili, ridistribuisci le tasse in modo più equo, dai un beneficio particolare a tutti quelli che si sacrificano.
Cancella quei termini odiosi,che ci rovinano le giornate e ci terrorizzano non appena apriamo gli occhi: SPREAD, DEFAULT, IMU, RECESSIONE ecc.
A noi che viviamo di commercio dacci la possibilità di offrire ai nostri clienti un servizio migliore, dacci nuovi parcheggi, dacci un arredo urbano degno della nostra città, riempicela di fiori e .. speranza.
Caro Babbo Natale, liberaci da tutti quei personaggi insulsi, pressappochisti e incapaci che ci guidano, circondaci di gente Competente, Sensibile, e capace di affrontare e risolvere i nostri problemi.
Per favore, fai diminuire tutti i portatori di Handicap che circolano nella nostra bellissima città, FALLI GUARIRE, se non altro ci liberano di quei talloncini odiosi esposti sulle auto, inoltre fai capire a quelli che hanno un’autorizzazione che la devono usare in modo corretto e non indiscriminato: non ci sono cittadini di serie A e di serie B.
Fai capire a chi di dovere che il commercio è fondamentale in una città. Una città senza una sana economia è morta e l’economia di una città come la nostra è fatta soprattutto di commercio.
Caro Babbo Natale avrei da farti un altro milione di richieste, ma mi rendo conto che non posso chiederti troppo, altrimenti rischio di non lascarti il tempo necessario per risolvere quelle che ti ho appena elencato.
Chiudo facendoti un’ultimissima richiesta, una cosa che in questo momento ritengo sia fondamentale per le sorti della nostra città: vorrei che tu sensibilizzassi i miei concittadini a spendere di più nel proprio paese facendo rimanere qui un pò di ricchezza anche perché Somma, commercialmente, non è da meno a nessuno.
Ma, pensandoci bene, forse se ci accontenti sulle richieste precedenti, quest’ultima viene da sé.
Con fiducia e speranza

Mario Sodano

Presidente Ascom - Somma Vesuviana

Messaggi

  • le solite pulite di coscienza. Ogni tanto l’Ascom se ne esce con una provocazione , senza mai, poi seguirne gli sviluppi.

    Tempo fa mi ricordo la provocazione dei pass dei politici sommesi che ostruivano ,lasciatemi passare il termine, il parcheggio ad ipotetici clienti dei coomercianti sommesi.
    Alcuni consiglieri subito aderirono alla proposta , se non erro i consiglieri UDC( LUIGI ALIPERTA -MOCERINO ANTONIO) , poi è seguito solo un silenzio tombale sulla vicenda e tutti gli altri politici continuano ad avere il pass e il privilegio.

    Cai commercianti sommesi , le questioni bisogna seguirle dall’inizio alla fine, altrimenti finiscono nella solita lettera di apparenza per giustificare l’esistenza dell’associazione.

    Cordialità

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