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"Antichi Mestieri", al plesso Caravita.

La scuola elementare dell’Istituto Comprensivo "De Luca Picione" diventa palcoscenico: vicoli di Napoli nei corridoi e le aule antiche botteghe.

venerdì 21 dicembre 2012, di Patrizia Panico


CERCOLA. Oggi pomeriggio la scuola elementare Caravita dell’Istituto Comprensivo “De Luca Picione” diventa palcoscenico per un giorno. Va in scena “Antichi Mestieri”: i corridoi del plesso diventano vicoli di Napoli, con panni stesi e voci di richiamo e le aule antiche botteghe con maniscalchi e ciabattini, saponari e impagliatori. Non solo. Dall’angolo del borgo vecchio, si sente un organetto che attira sia grandi che piccini è il “franfelliccaro” che porta caramelle e lecca lecca, c’è la nutrice che culla il suo neonato con le note del suonatore di piano a pochi metri, ma la bottega più affollata è il banco lotto: “Non vendo numeri ma sogni”, dice il giovinetto con la cabala e le cartelle della tombola. La kermesse è stata realizzata grazie al supporto del maestro Dino Rea che ha dipinto le scene e al centro studi “Marco Polo”, un lavoro di squadra svolto insieme alle insegnanti Mena Troise, ideatrice del progetto e Autilia Massa per i canti. Mestieri antichi, dimenticati alcuni sono scomparsi, altri trasformati cambiando nome, gli attori di questa rappresentazione non ne aveva mai sentito parlare se non dai nonni perché non hanno più di cinque anni. Sono gli alunni delle quarte e quinte del plesso elementare “ Caravita” dell’Istituto Comprensivo "De Luca Picione" diretto da Maria Rosaria Stanziano. La mostra spettacolo andrà in scena oggi pomeriggio dalle ore 16 fino alle 20: i genitori verranno divisi in gruppi per assistere alle diverse scene che portano infine allo “spiazzale”, una zona virtuale dove si terranno balli e canti popolari. Oltre alla tradizionale Tarantella, i bambini si esibiranno nella Danza delle lavandaie, Vulcano e Scugnizzi tratti dalla commedia “La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone. E infine, tra le rappresentazioni più toccanti la processione di San Gennaro con i classici “fujenti” che invocano il miracolo: “E’ stata un’esperienza particolarmente emozionante quest’anno lo spettacolo di Natale - dice la maestra Mena Troise - i bambini erano entusiasti e allo stesso tempo curiosi di conoscere i particolari di questi mestieri: il nostro intento - conclude - era offrire molto di più di uno spettacolo, volevamo lasciare nei bambini una lezione di sana tradizione popolare, arte e cultura”.

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