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Pollena Trocchia. L’UDC si spacca sul cimitero. Di Fiore "tradito" da Onore

venerdì 2 dicembre 2011, di Gennaro Addato


DA METROPOLIS DEL 1 DICEMBRE 2011

E’ scontro nell’UDC. La sezione pollenese del partito di Casini si è evidentemente spaccata sulla questione dell’ampliamento del cimitero comunale: il simbolo dello scudo crociato compare infatti su ben due manifesti che sanciscono posizioni diametralmente opposte. Da un lato il commissario cittadino, Raffaele Di Fiore, che si dice tradito dalla posizione assunta dai consiglieri comunali di minoranza e che arriva a suggerire ai cittadini di partecipare al bando dell’amministrazione e versare la prima rata del pagamento, così come farà lui e come ha già fatto la sua spalla Vincenzo Sannino, co-firmatario del manifesto e presidente dell’associazione Cittadinanzattiva. Dall’altro ci sono i consiglieri di minoranza, tra i quali Giovanni Onore (in quota UDC da gennaio scorso), che hanno firmato un secondo manifesto in cui si riassume la contro-proposta fatta all’amministrazione durante la penultima riunione del consiglio comunale: abbassare i prezzi dei loculi utilizzando i proventi del condono edilizio e della vendita dell’istituto alberghiero (proposta già respinta dal sindaco Pinto e dalla sua maggioranza).

“Fino al congresso del partito, che avrà luogo non prima di gennaio, la linea politica dell’UDC è quella che esprimo io – ha dichiarato Di Fiore sottolineando che “quelle che Giovanni Onore esprime sono solo sue considerazioni personali”. E, a scanso di equivoci, ha rimarcato: “ La posizione di Onore, che ha aderito all’UDC qualche mese fa, è attualmente al vaglio degli organi di partito provinciali”. Altrettanto netta la risposta di Onore: “In un partito normale ci sarebbe stato un confronto, che io ed il commissario cittadino non abbiamo mai avuto, se non in presenza del resto dell’opposizione – ha dichiarato, aggiungendo di non essere informato su un eventuale processo in corso all’interno del partito rispetto alla sua posizione. “Ho un’esperienza di partito quarantennale che a lui manca – ha aggiunto infine – e non sono disposto ad accettare diktat. Se poi è proprio la mia esperienza a mettere paura, non posso farci nulla: sono un democratico puro e mi dispiace quando si adottano questi atteggiamenti monocratici”.

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