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Pollena Trocchia. Riconversione dell’Apicella. Il centro aborti non ci sarà

lunedì 28 novembre 2011, di Gennaro Addato


DA METROPOLIS DEL 26 NOVEMBRE 2011

Rivalutare l’ospedale Apicella entro le linee generali dettate dal decreto 49/2010: è questa la mission che il sindaco Pinto, insieme ad una commissione di esperti, sta portando avanti in questi mesi. “Da quando sono terminate le polemiche strumentali alimentate dall’opposizione di partiti e associazioni – ha dichiarato venerdì mattina il primo cittadino, nel corso di una conferenza stampa – siamo riusciti ad impostare un discorso serio ed obiettivo per restituire ai cittadini un ospedale che sia affidabile e all’avanguardia”. La nuova proposta, messa a punto dai dottori Gaetano di Tuoro e Giuseppe Manno, è stata approvata giovedì sera in Consiglio comunale ed è pronta per essere trasmessa al nuovo direttore generale dell’ASL Napoli 3 Sud, Maurizio D’Amora. Nel dettaglio, si auspica un potenziamento dei servizi già esistenti (PSAUT, reparto di medicina, pneumologia, logopedia e laboratorio di analisi e di radiologia) e l’introduzione di servizi ambulatoriali distrettuali che rendano la struttura più funzionale, costituendo un nuovo soggetto che, secondo i due esperti, potrebbe arrivare a servire un’utenza di almeno 40 mila pazienti l’anno, con notevoli vantaggi anche in termini di indotto. Il sindaco ha illustrato come i pazienti dell’Apicella potranno essere trattati in regime di “day hospital” e “day surgery” ed usufruire di una lunga serie di ambulatori specialistici (dall’allergologia all’oculistica, dall’ortopedia all’oncologia e non solo) e come le tre sale operatorie già funzionanti saranno gli spazi in cui potranno avere luogo operazioni chirurgiche di ogni tipo.

Tra i lati positivi del disegno c’è certamente quello legato ai tempi di attuazione. “Così com’è, la proposta è perfettamente compatibile con il decreto 49 e non prevede oneri economici da parte dell’azienda – ha dichiarato il primo cittadino – inoltre il direttore generale si è mostrato disponibile ed aperto alle nostre istanze: ci sono dunque tutte le condizioni affinché il nostro piano venga attuato entro un paio di mesi”.

Non ha trovato spazio nel progetto, però, un servizio di Interruzione Volontaria della Gravidanza, al centro delle polemiche sollevate da un gruppo di fedeli della chiesa di san Giacomo Apostolo che, insieme al loro parroco, hanno esposto striscioni pro-vita fuori le loro abitazioni e sui gradoni della chiesa di piazza Amodio. “Il servizio di IVG è stato avversato dall’intera amministrazione comunale dal momento che, a prescindere dalla fede e dalla cultura di ogni singolo cittadino – queste le argomentazioni di Pinto – c’è da considerare il problema tecnico costituito dall’assenza di reparti di ginecologia ed ostetricia (già trasferiti all’ospedale di Nola) nonché di figure professionali indispensabili per il servizio”

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