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Somma Vesuviana, ladri in azione al Comune, rubata pratica dall’ufficio commercio

venerdì 8 febbraio 2013


Somma Vesuviana. Ladri in azione al comune di Somma Vesuviana. Questo almeno è quello che sarebbe emerso da un accertamento effettuato dai carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Raimondo Semprevivo, su di una pratica relativa a dei controlli effettuati ad un negozio di Santa Maria del Pozzo. Quando i militari infatti si sono presentati a Palazzo Torino per verificare le autorizzazioni commerciali concesse ad un negozio che si occupa di prodotti per bambini, si sono resi conto che non c’erano anche se la proprietaria della licenza per l’esercizio commerciale asseriva il contrario. Anzi, per essere ancora più precisi, non mancherebbero le autorizzazioni commerciali, che pare invece siano state rilasciate dall’Ente, ma, guarda caso, mancherebbe proprio l’intera pratica dissoltasi nel nulla. Alle richieste degli uomini dell’Arma il dirigente del settore ha infatti comunicato loro che presentava la relativa denuncia per furto della pratica. A far scoprire il curioso ammanco è stato un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi nel negozio, e annesso capannone, che la struttura commerciale occupa in via Santa Maria del Pozzo che sembrerebbe non a norma rispetto al piano urbanistico cittadino. Ora serviranno ulteriori indagini per comprendere se realmente sia esistita la documentazione e chi l’avrebbe portata via dagli uffici comunali. Così come continuano le indagini cominciate il 19 gennaio scorso quando furono denunciate due persone per l’abuso edilizio commesso nella pista di pattinaggio di proprietà del Comune costruita con un finanziamento della provincia di Napoli nell’ambito delle politiche giovanili. Oltre alla denuncia, riferita alla presidente e all’allenatore dell’associazione sportiva cui il Comune aveva assegnato, momentaneamente, la gestione della struttura c’era un’altra anomalia. L’associazione, infatti, gestiva la pista di via Santa Maria del Pozzo nonostante l’affidamento temporaneo fosse scaduto a settembre del 2012. Anche per quella “stranezza” commessa dagli uffici del Comune i carabinieri, e la Procura, vogliono vederci chiaro ed accertare le ragioni che abbiano portato l’Ente a “dimenticare” la pista di pattinaggio in mano all’associazione di Castello di Cisterna, e anche in questo caso chi sia il responsabile
della negligenza. A gennaio gli uomini del maresciallo Semprevivo accertarono che i due dirigenti dell’associazione avevano realizzato a lato della pista di pattinaggio comunale, che al momento versa in un disarmante stato di abbandono, una tettoia in ferro e pannelli coibentati, in fase di completamento. Il tutto senza uno straccio di autorizzazione. Relativamente all’assegnazione, invece, il 15 maggio 2012 era stata approvata una determina comunale con cui l’ufficio preposto, Sviluppo e Commercio, affidava temporaneamente in concessione la pista di pattinaggio “per il tempo strettamente necessario all’espletamento della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento di essa”, così come previsto dagli indirizzi che giungevano dalla delibera di giunta n. 50 del 20 aprile del 2012, “e comunque al massimo fino allo scadere di mesi quattro dalla registrazione della presente al protocollo generale” all’associazione sportiva dilettantistica. Da allora a gennaio sono trascorsi quattro mesi di assoluto vuoto amministrativo. Un altro giallo a tinte fosche nei palazzi del potere sommese.

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