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Il presidente del circolo delle libertà di Castellammare scende al fianco dei cittadini "Non bisogna pagare per servizi non resi"

giovedì 28 febbraio 2008


CASTELLAMMARE DI STABIA. “SOS cartelle pazze” è il servizio andato in onda, nella giornata di ieri, sulla Tv della Libertà, avente ad oggetto le polemiche sorte a Castellammare di Stabia a seguito della decisione dell’amministrazione comunale di inviare ai cittadini gli avvisi di pagamento relativi ai servizi di depurazione e fogne. Servizi che, a dire dei cittadini, non sarebbero stati resi in tutta il territorio cittadino e quindi ripetono i cittadini: «il servizio non c’è, e io non pago». Di tutt’altro avviso l’amministrazione comunale, che per voce dell’assessore alle partecipate, Maurizio Apuzzo, fa sapere: «una sentenza del Consiglio di Stato dice che l’impianto di depurazione funziona e quindi il canone sulla depurazione è dovuto». Per quanto riguarda l’impianto fognario aggiunge l’assessore: «è vero che a Castellammare di Stabia alcune fogne non funzionano, e ciò accade perché l’impianto risale all’era borbonica. Conclusione – chiosa l’assessore - i cittadini devono pagare, perché devono contribuire in misura adeguata ad ottenere un servizio». A fianco dei cittadini è sceso Antonio Sicignano, presidente del Circolo della libertà di Castellammare di Stabia nonché vicepresidente dei Circoli della Campania. «Effettivamente – spiega Sicignano - si stanno notificando degli avvisi di pagamento per dei servizi che, o non vengono proprio dati, o vengono dati in misura ridotta. Riguardano la depurazione delle acque e il servizio fognature». Con riferimento alle dichiarazioni dell’assessore replica Sicignano: «un modo di amministrare curioso quello di basarsi su dichiarazioni di terzi, quando è di tutta evidenza che il servizio di depurazione funziona al 15 per cento della sua portata. Se l’assessore si recasse nella sede ove è ubicato il depuratore, si accorgerebbe che l’impianto, se pure funziona al quindici per cento, comunque non è idoneo, in quanto ritenuto obsoleto, tanto che ne è stato progettato un altro».

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