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UNA RECENSIONE DI TERESA PETRARCA

Edgar Allan Poe, il legame simbolico realtà e mistero

« Dopotutto potrebbe essere vero che i miei racconti siano scritti per scherzare anche se è possibile che questo scopo sia rimasto ignoto in parte anche a me. » Edgar Allan POE

martedì 12 febbraio 2013


« Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale » Edgar Allan Poe.

Siamo continuamente invasi da simboli, talora indotti apposta per le coscienze, immaginate di guardare un dipinto, in realtà non parla molto se non attraverso i suoi colori, le immagini, ciò che rappresenta, possiamo fermarci lì e va bene così, passiamo al quadro successivo...oppure ci fermiamo, rapiti da un mistero che ci fa guardare oltre, non è cosa semplice, decidere di fermarsi, accogliere il mistero delle forme, di voci che ci suggeriscono di puntare lo sguardo a qualcosa che si era perso, al particolare e poi unirlo al filo del nostro giorno, non vi spaventate, è un mistero!

"Signore aiuta la mia povera anima!"cit.

Quei minuziosi dettagli, che affascinano più delle semplici parole, che guidano la nostra vita a non comprare prodotti programmati, che respirano aria pulita nei campi, come prodotti biologici da cercare, che sembrano chiavi da trovare senza tornare, seguendo una stella cometa, una luce, come re magi che ci portino magari, chissà, un giorno al legame universale.

« Dopotutto potrebbe essere vero che i miei racconti siano scritti per scherzare anche se è possibile che questo scopo sia rimasto ignoto in parte anche a me. » Edgar Allan POE.

di Teresa Petrarca

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