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Tra palco e irrealtà: Perché Sanremo è Sanremo?

Tra palco, super-eroe dei nostri giorni “aggiusta tutto”, e irrealtà giovanili di oggi, fuori per le strade a protestare, in attesa della vera rivoluzione mediatica, ridateci Little Tony, ridateci il Papa, ridateci l’Inno d’Italia.

venerdì 15 febbraio 2013


Vuoi mettere il palco con la sua classica scenografia floreale? Che belli i fiori di Sanremo, addobbavano tutto l’Ariston, da Mike Buongiono a Pippo Baudo e per finire a Mike Buongiorno che iniziava a sperimentare col suo Fiorello...

Vuoi mettere la “serietà di costumi e tradizioni” che ci dava una volta Sanremo?
Una volta si che era bello il festival della canzone italian: era tutto così chiuso tra le mura domestiche della gente popolare che perfino a New York lo conoscono e se chiedi ad un giovane italiano emigrato:”cos’è per te il Festival di Sanremo?”, ti risponde :”Little Tony e Bobby Solo”.

Una tradizione è una tradizione, come a Natale... provate ad inserire, alla vigilia del grande cenone, farfalle al Salmone in una casa napoletana togliete poi gli spaghetti a vongole e vi metteranno alla porta, perché troppo rivoluzionari.

Dopotutto, gli spaghetti a vongole vengono insegnati anche ai figli e ai figli dei figli; è un piatto tipico, ricco di valori... intorno agli spaghetti si siedono intere famiglie che si incontrano magari una sola volta l’anno.

Pensiamo a loro, a chi aspetta magicamente il Festival di Sanremo come momento di raccoglimento, come un assaporare la tipica usanza, come la Festa del Santo del Paese.

E cosa succede ?
Cantanti sconosciuti alla folla a cui si chiede il televoto già in prima serata, proprio alla gente in festa a casa. “Signora, allora, quale canzone vuole che vada avanti?”.La povera massaia (abituata già a XFACTOR, l’ISOLA DEI FAMOSI E AMICI) si chiede:”e il festival dov’è? perchè tutti qua di nuovo?”per gli altri parenti in casa, invece, è tutto semplice, “voto chi conosco già nelle mie trasmissioni preferite”. Non è un caso, infatti, che i beniamini della De Filippi, siano stati così votati.

Scalette su scalette, novità su novità,” rivoluzionare un sistema intero di tradizione” è il motto degli ultimi anni politici, etici, morali e non, perchè oggi il festival riflette il suo presentatore e non la sua tradizione; ogni anno assistiamo a chi fa più “scenate sul palco”, forse è vero, quest’anno ci mancava anche un po’ di ZELIG, ci ha pensato Fazio, il bentornato presentatore, esaltato dal suo bottino, cambia, mette, aggiusta, accorda e fa e disfa senza misura.

Tra palco , super-eroe dei nostri giorni “aggiusta tutto”, e irrealtà giovanili di oggi, fuori per le strade a protestare, in attesa della vera rivoluzione mediatica, ridateci Little Tony, ridateci il Papa, ridateci l’Inno d’Italia.

di Teresa Petrarca - fonte: IL NERUDA SETTIMANALE SATIRICO

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