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Sant’Anastasia – Si avvicina la chiamata alle urne il P D dice la sua sul diritto al lavoro partendo dalla Fiat di Pomigliano.

sabato 16 febbraio 2013, di Comunicato Stampa


A quasi una settimana dal voto e con la campagna elettorale nel vivo già da un pò, il circolo del Partito Democratico di Sant’Anastasia non può far mancare la sua voce su di un tema molto delicato ed importante come quello del lavoro. Nelle ultime settimane, a pochi chilometri da noi, nella vicino Pomigliano, stabilimento FIAT, ancora una volta è stato calpestato un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito come il lavoro. I 19 operai Fiom, già al centro di numerose battaglie di civiltà contro Marchionne e l’azienda, sono stati nuovamente mortificati nella loro dignità di uomini prima e di lavoratori poi. Questi ultimi, infatti, dopo esser stati reintegrati nel posto di lavoro sono costretti a rimanere a casa pur percependo lo stipendio. Una vera è propria vergogna! Un qualcosa di veramente intollerabile. Il Partito Democratico di Sant’Anastasia esprime massima solidarietà ai 19 lavoratori e si impegna a farsi portavoce delle istanze di viene senza alcun motivo mortificato nella propria dignità. Dure le parole del segretario cittadino, Grazia Tatarella, che afferma: “La questione dei 19 operai Fiat è davvero assurda, va contro ogni principio di una società civile del terzo millennio. Sembra di essere ritornati indietro di un secolo. Non possiamo accettare che questo stato di cose si perpetui. Il lavoro è un diritto e va preservato e garantito. Il nostro responsabile nazionale Lavoro, Stefano Fassina, ha dall’inizio sposato la causa dei lavoratori Fiom e siamo certi che quando, da qui a poco, saremo al governo della Nazione ci impegneremo affinché si creino condizioni favorevoli per il lavoro ed i lavoratori e non si verifichino più situazioni come queste o quelle degli esodati”. A Tatarella fa eco il capogruppo consiliare del PD anastasiano, nonché candidato al Senato, dott. Giovanni Barone: “E’ inaccettabile che una fabbrica così importante e con una storia così significativa come Fiat si ritrovi ad avere atteggiamenti del genere. E’ stata, ed è ancora, una delle aziende italiane più importanti. Non si può mandare gente per strada così, senza preoccuparsi delle conseguenze. O peggio ancora offendere le persone dando loro lo stipendio per restare a casa. Il nostro candidato Premier Bersani è stato molto chiaro, bisogna chiedere a Fiat cosa intende fare. Sono d’accordo con il nostro leader. Una volta al governo ci impegneremo per risolvere l’annosa vicenda. Questa situazione non può andare avanti così. Ci impegneremo, inoltre a risolvere la questione “esodati” alla quale nella legislatura appena terminata abbiamo trovato anche la copertura finanziaria. Purtroppo il governo Monti non ha voluto ascoltarci. Utilizzeremo, poi, 7,5 miliardi di euro per una seria riforma del lavoro e delle pensioni. Le nostre parole d’ordine sono equità e lavoro. C’è bisogno di una politica industriale seria che sia in grado di rilanciare l’economia del nostro paese e che dia la possibilità alle aziende di assumere. Solo il centrosinistra ha un programma serio e credibile, che nel medio termine potrà portare l’Italia fuori dalla crisi e farla ritornare in Europa e nel mondo al posto che le compete”.

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