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Il pensiero somiglia a un treno in corsa

dott. Salvatore Allocca - Psicologo Clinico, Specializzato in Psicoterapia Cognitivo-comportamentale, Counseling, Tecniche di rilassamento e Ipnosi terapia.

giovedì 21 febbraio 2013


Il pensiero è più veloce di un treno in corsa per questa ragione per analizzarlo occorre farlo rallentare. Proprio così, il pensiero è più veloce di un treno in corsa. Purtroppo proprio per questa sua caratteristica spesso ne cogliamo solo gli aspetti superficiali.

Quante volte ci troviamo davanti al “non senso” e allora la confusione pervade la nostra mente. Ci troviamo davanti a nodi del pensiero. Come è possibile allora scioglierli? Cosa è necessario fare? La prima cosa da fare, quella fondamentale è rallentare il pensiero, poi analizzalo e comprendere per quale caratteristica si è “ancorato” nella nostra mente, da dove trae origine e soprattutto di cosa si nutre.

Solo così si noteranno tutte le sue sfumature, solo così è possibile comprenderlo e gestirlo. Un treno in corsa somiglia molto a quello che avviene nella mente quando veniamo assaliti, inondati dalle emozioni.

Provate a immaginare a quello che succede quando osserviamo un treno che ci passa davanti. Immaginatevi fermi davanti a un passaggio a livello e un treno veloce che passa davanti a voi. Sicuramente potete osservare solo una scia indistinguibile, come se fosse un pezzo unico, un lungo serpente di ferro.

Pensate, sapete che quello che vi passa veloce davanti è un treno ma non potete distinguere le varie carrozze, i colori, non potete vedere i finestrini del treno, né il suo contenuto, insomma non potete distinguere nulla. E allora adesso provate a immaginare che il treno rallenti la sua velocità.

Noterete che comincerete a distinguere le varie carrozze e lo spazio tra l’una e l’altra, cioè quando finisce una e comincia l’altra. Potete distinguere le varie carrozze ma non riuscite a vedere altro. Ma se il treno rallentasse ancora di più potete notare altri dettagli, anche i vari scompartimenti.

Se rallenta ancora di più arriverete a distinguere anche le persone che sono sedute dentro le varie carrozze, il loro aspetto e quello che possono comunicarmi con il loro aspetto. E potete cogliere anche altri particolari.

Ecco il pensiero è come se fosse un treno in corsa. Molto spesso le persone che avvertono ansia non hanno la vera e piena consapevolezza di cosa realmente le fa star male. Sentono di essere in balia degli eventi, avvertono un disagio oscuro perché non ne comprendono la provenienza.

Tutti sappiamo che una delle cose più terrificanti è quella di non sapere per cosa stiamo male. E allora nascono false convinzioni, falsi capri espiatori, false cause. Quando avvertiamo un malessere dentro di noi, è necessario fare un’analisi approfondita della propria struttura di pensiero.

Una delle cose da tenere ben in mente e comprendere che nessun malessere nasce veramente dall’esterno, nessun disagio può essere veramente determinato da persone, situazioni, ecc… E’ vero che le cause esterne a noi ci fanno stare male, ma le VERE cause stanno dentro di noi.

I fatti esterni a noi non sono altro che eventi scatenanti. È come se dicessimo ho contratto il virus influenzale, in realtà è il mio sistema immunitario che in quel momento era più debole e quindi il virus (evento scatenante), ha trovato terreno fertile.

Il pensiero molto spesso è veloce proprio come un treno e allora la prima cosa da fare per analizzarlo è farlo rallentare, osservarlo e analizzarlo. Questa è l’analisi profonda che permette di comprendere veramente cosa determina il nostro malessere interiore.

In ogni pensiero esistono dinamiche molto profonde ma per coglierle pienamente occorre sempre interrogarsi sui propri vissuti personali fino ad arrivare alla radice del proprio SE’.

Autore: dott. Salvatore Allocca - Psicologo Clinico, Specializzato in Psicoterapia Cognitivo-comportamentale, Counseling, Tecniche di rilassamento e Ipnosi terapia - mail: dr.allocca@libero.it

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