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Denuncia di Cittadinanzattiva:"Ospedale abbandonato. Torni il Pronto soccorso all’Apicella".

sabato 23 febbraio 2013


POLLENA TROCCHIA. Ospedale Apicella, una questione che sembrava finita nel dimenticatoio ma che è stata riportata in auge dall’associazione Cittadinanzattiva. Con la conversione del Pronto soccorso in attività di primo soccorso (Psaut) il 12 agosto 2011, l’Apicella, secondo quanto previsto nel piano sanitario regionale, sarebbe dovuto diventare una struttura per la riabilitazione e la lungodegenza. Ma tutto si è fermato. L’unico atto riguardante il nosocomio di via Massa è stato la presentazione del Protocollo d’intesa firmato tra l’amministrazione comunale, guidata da Francesco Pinto e il direttore generale della Asl Napoli 3 sud, Maurizio D’Amora il 31 maggio scorso. Il Protocollo mirava a recuperare il presidio ospedaliero prevedendo innanzitutto la nascita di un tavolo tecnico permanente per l’individuazione delle branche specialistiche e della attività di maggiore necessità per la cittadinanza. Ad oggi, il risultato è un ibrido carente e improduttivo senza le strutture di supporto indispensabili alla riabilitazione: “Tra le disposizioni del piano regionale e quelle del protocollo d’intesa - dice Vincenzo Sannino, coordinatore locale di Cittadinanzattiva - non viene fornita un’adeguata assistenza né per quanto riguarda il primo soccorso né tantomeno per le attività di riabilitazione e lungodegenza, carenti delle strutture come piscine e palestre attrezzate”. Un’immobilità denunciata anche da alcuni componenti del tavolo tecnico: ”Sono bastati pochi incontri della commissione - dice Gaetano Di Tuoro - per spegnere l’iniziale entusiasmo. Il piano di rimodulazione dei reparti e degli ambulatori specialistici, colonna portante del protocollo - spiega - è completamente arenato. Ho l’impressione - conclude - che si voglia affondare questa struttura”. Ancora più dura la critica di Cittadinanzattiva che ritiene inefficace l’intesa tra Comune e Asl: "Questo protocollo è più dannoso dello stesso piano regionale che privandoci del Pronto soccorso ha solamente lasciato un vuoto di assistenza sanitaria su un territorio di circa 300mila utenti. Il protocollo - spiega Sannino - è fortemente carente sul piano dell’emergenza-urgenza con uno Psaut attualmente non funzionale dal momento che esami strumentali come radiografie, ecografie, tac e prelievi sono ad uso esclusivo del reparto di Medicina e non vengono messi a disposizione del paziente che giunge allo Psaut per un’emergenza. Per questo motivo la nostra richiesta resta la riapertura del pronto soccorso”, conclude Sannino. Di parere opposto il direttore sanitario dell’Azienda Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo: “Stiamo lavorando come previsto dal Protocollo, non mi risulta questa inattività nella messa a punto del cronoprogramma”.

di Patrizia Panico da il Mattino ed Sud

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