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Bruciata bandiera davanti la sede dei Democrat. Tensione nella cittadina tra 90 giorni alle amministrative.

giovedì 28 febbraio 2013, di Patrizia Panico


POLLENA TROCCHIA. Bruciata la bandiera del Partito Democratico. È successo la notte scorsa fuori la sezione del PD, in corso Umberto I. Il gesto intimidatorio è avvenuto dopo i risultati delle elezioni politiche che hanno confermato il Pdl primo partito, seguito dal Pd e terzo M5S. Aldo Maione, consigliere comunale dell’opposizione tra le fila del Pd, ha stigmatizzato l’accaduto definendolo un gesto vile e delinquenziale, che ha ricevuto l’immediata solidarietà in consiglio comunale dalla maggioranza pidiellina. “Un gesto che ha oltraggiato l’intera democrazia - dice l’esponente democrat -ma se volevano intimidirci, sappiano che non ci fermeranno”. Un episodio del genere, tra l’altro, si era già verificato e sempre ai danni dei democratici: cinque anni fa nel corso della campagna elettorale sia per le politiche che le amministrative, la bandiera del Pd venne bruciata due volte a distanza di 24 ore. E’ dunque in questo clima di tensione che la cittadina vesuviana si appresta alle amministrative, previste per il 26 e 27 maggio prossimo. I due maggiori partiti di centro destra e centro sinistra torneranno a sfidarsi sul campo per la poltrona e ora devono guardarsi anche dai grillini tra gli avversari politici. Il dato elettorale è inequivocabile: M5S anche a Pollena Trocchia ha fatto il pieno attestandosi terzo partito. "Quello del M5S è un dato che non va sottovalutato - dice Maione, candidato sindaco per il Pd - bisogna capire se vi possano essere parametri di confronto con i loro rappresentanti sul territorio. Il leader nazionale Grillo afferma che non farà accordi in Parlamento ma sul piano locale spero che si possa invece trovare un fronte di dialogo per il bene del paese". Chiaro il messaggio di apertura al dialogo con i grillini locali. Offerta, al contrario, quella del dialogo, che non interesserebbe gli esponenti del centrodestra. Per il momento. Il sindaco uscente Francesco Pinto, Pdl, si dice soddisfatto del risultato raccolto alle politiche e sull’exploit del M5S ridimensiona: “Si tratta di un voto perso dal centrosinistra, un malcontento generale che non credo potrà raccogliere gli stessi consensi per il voto alle amministrative. Nel nostro comune - spiega Pinto, che non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura per un secondo mandato - non vedo perché i cittadini dovrebbero votare M5S dal momento che stiamo portando avanti il nostro programma elettorale”. Amedeo Guarente, uno degli attivisti locali del movimento di Grillo, precisa che al momento non ci sono i presupposti per correre per le amministrative poiché sono in pochi per poter formare una loro lista. Intanto lasciano un messaggio diretto agli altri partiti che gradirebbero un’alleanza: “Non faremo alleanze né accordi con alcuno”.

di Patrizia Panico da Il Mattino ed Sud - Costiera

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