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Somma. Cittadella scolastica e polemiche, se ne discute in consiglio

domenica 3 marzo 2013, di Gabriella Bellini


Torna di attualità l’intricata vicenda della realizzazione della “cittadella scolastica” a Somma Vesuviana. Dopo le feroci polemiche che avevano spento sul nascere il progetto nel 2010 oggi sette consiglieri della minoranza tornando sull’argomento chiedendo al presidente del consiglio comunale Carmine Di Sarno la convocazione di un’assise consiliare per discutere e approvare la revoca della delibera di consiglio comunale dell’11 ottobre 2010 riguardante proprio il progetto in questione. A proporre di ritirare la delibera, anche se nella pratica l’idea è stata completamente accantonata dall’amministrazione comunale di centrodestra, è l’esponente di “Uniti per Somma”, Alfonso Auriemma supportato dal collega di gruppo Gennaro Aliperta, e dai consiglieri Arturo Rianna, Umberto Maione e Enrico Romano (Pd) e Antonio Mocerino e Luigi Aliperta (Udc). L’opera in questione prevedeva un investimento di 20 milioni di euro per la realizzazione di 59 aule più i relativi servizi su di un’area di oltre 45 mila metri quadri. Il tutto finanziato con un’operazione di “leasing in costruendo” che avrebbe causato una serie di oneri e di responsabilità al Comune. Per la minoranza, allora come oggi, la scelta del luogo dell’operazione era sbagliata, ci si chiedeva perché l’amministrazione del sindaco Raffaele Allocca avesse scelto l’impervia, carissima e lenta strada degli espropri in via Madonna delle Grazie a Palmentola a fronte di terreni comunali destinati , nel piano regolare comunale, alla costruzione di opere pubbliche. All’epoca Auriemma, Luigi Aliperta e Gino Cimmino (Pd, al quale è poi subentrato Romano) sottolinearono quanto fosse incoerente spendere 3milioni di euro per acquisire terreni in quella zona della città, quando poi c’erano due o tre zone di proprietà comunale sulle quali edificare un’opera così importante per la collettività. Il sindaco replicò alle accuse spiegando che era stata scelta quell’area da 3 milioni di euro perché, su quelle comunali avrebbe voluto costruire un istituto superiore. Ma all’epoca si parlò anche di lobby di potere, di importanti famiglie proprietarie dei terreni in questione, e che l’unico modo per mettere a tacere dubbi e perplessità fosse quello di acquisirle e poi costruirci la scuola. Un elenco di proprietari dei suoli che non è stato mai reso noto, lasciando tutti nel dubbio.

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