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Sant’Anastasia - Secondo furto in venti giorni al cimitero comunale.

sabato 9 marzo 2013, di Maria Beneduce


Sant’Anastasia, 8 marzo 2013 - Maria Beneduce – E’ di rame la copertura della cappella che la banda ha rubato qualche notte fa al Camposanto anastasiano. I malviventi sono a caccia di metalli ‘nobili’, e dopo i chiusini di qualche mese fa, ora sono i defunti ad essere ‘toccati’. A scoprire che la copertura della cappella era stata smontata e portata via, la famiglia di proprietari, che in visita ai propri defunti, ha scoperto che nuovamente i ladri erano passati di li. E’ diventata terra franca il cimitero comunale, tornato nuovamente ad essere depredato. A distanza di poco più di due settimane, il luogo sacro viene nuovamente sottoposto alla visita di ladri. Un saccheggio ad opera dei soliti delinquenti, che stanno provvedendo a ‘spogliare’ di rame e ottone il luogo sacro. Il rivestimento di rame, posto a copertura della tetto di una delle tante cappelle, si aggiunge al bottino portato via dai malviventi nel raid precedente, quando anche portavasi e suppellettili vari, furono sottratti dal luogo sacro e che portò i cittadini gridare al sacrilegio. “Nel cimitero Anastasiano ci sono le telecamere”, racconta Ciro, “una addirittura di fronte al sepolcreto dove è stata asportata la copertura in rame, purtroppo l’obiettivo guarda in alto”, quindi le eventualmente riprese, molto probabilmente non saranno utili agli inquirenti per trovare gli eventuali malfattori. Potrebbe trattarsi della stessa ‘squadriglia’ di predoni che lo scorso 16 febbraio ha compiuto l’ennesimo raid notturno all’cimitero, un bersaglio da poter svuotare facilmente, essendo posto in una zona isolata della cittadina anastasiana, un luogo dove non vi sono abitazioni, e costeggiato da fondi agricoli che nel primo saccheggio hanno funto da aiuto ai malviventi per accedere all’interno del recinto sacro. In quella occasione la banda riuscì a alleggerire oltre trenta tombe. Stando ai rilievi apposti dagli investigatori, si introdussero nell’area cimiteriale usando come passaggio, il lato del cimitero che da sul tratto della circumvesuviana, e che è costeggiato da appezzamenti di terreno, usando come aiuto per scavalcare il muro di cinta, un cumulo di terreno posto sul perimetro. Giunti sul sagrato, probabilmente hanno ‘selezionando’ le tombe più facili o con più ornamenti da poter rimuovere e trafugare. ”Non è la prima volta che entrano nella casa dei nostri morti e fanno il comodo loro. Nel corso di pochi mesi è il terzo furto – sottolinea un signore in visita alla propria consorte - anche un mese fa, ancora porta fiori e porta lampade sono stati rubati”. Tanta l’indignazione esplosa tra la gente, che dopo questo secondo raid, vuole risposte, per un piccolo comune che negli ultimi tempi sembra essere entrato “nell’occhio del ciclone”, dice Franco, “occorre attenzione e controlli” . Le indagini, ora come venti giorni fa, sono svolte dai militari. Intanto aumenta l’indignazione dei cittadini che ripetono : “che la mano sacrilega paghi, perché rubare al cimitero è un vizio, non la necessità dettata dai tempi, il cimitero è ormai facile bersaglio dei malviventi”.
Foto di Ciro Colombrino

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