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Cittadinanzattiva: "Psaut, Apicella senza soccorso intervengano questore e prefetto".

lunedì 11 marzo 2013, di Patrizia Panico


POLLENA TROCCHIA. “Il Psaut all’interno dell’ospedale Apicella non fa primo soccorso secondo quanto stabilito dalla linea regionale: non è funzionale all’utenza, nei fatti è solo un presidio del 118”, l’accusa è di Cittadinanzattiva, l’associazione rete del Tribunale dei diritti del malato. Vincenzo Sannino, responsabile locale dell’associazione non si ferma dopo la manifestazione tenuta lo scorso 18 febbraio davanti all’Apicella. In difesa, infatti, di quest’ultimo, Sannino continua a denunciare “indifferenza e immobilità” da parte dei responsabili dell’Azienda sanitaria locale, la Napoli 3sud, nei riguardi dell’ospedale Apicella nonché dell’utenza ormai priva da due anni del Pronto soccorso: “Invito il prefetto e il questore di Napoli a verificare la funzionalità dell’ospedale - dice Sannino- partendo dal perché il Psaut messo al posto del pronto soccorso, non rispetta la linea regionale del piano sanitario dal momento -spiega -che esami strumentali come radiografie, ecografie, tac e prelievi sono ad uso esclusivo del reparto di Medicina e non vengono messi a disposizione del paziente che giunge nello Psaut per un’emergenza. Per questo motivo la nostra richiesta resta la riapertura del pronto soccorso”. Occorre puntare con urgenza i riflettori su questo ospedale che, dalla chiusura del Pronto Soccorso nel 2011, come previsto dal Piano attuativo aziendale nell’ambito del decreto commissariale ad acta 49/2010 per la prosecuzione del piano di rientro del Settore sanitario, è stato riconvertito in un presidio “a compensazione dell’ospedale di Nola per le attività diurne” e inoltre “Struttura Riabilitativa e lungodegenza”. Questi ultimi due punti rimasti sulla carta: “Un ospedale che sta morendo sotto gli occhi di tutti - prosegue Sannino, nel suo duro j’accuse - mentre i responsabili di questa Asl restano arroccati nelle stanze del loro quartier generale lontani da qui”. Intanto basta farsi un giro nelle corsie per sentire che il disagio di medici e infermieri è palpabile e che l’attuazione del Decreto 49 è ancora un miraggio. Dribblato l’ordine tassativo di non parlare con la stampa, alcuni operatori mostrano come stanno realmente le cose, e, inoltre segnalano il costante trasferimento del personale all’ospedale di Nola. Al reparto Day Surgery sono in nove: “Sulla carta- dicono gli infermieri - e gira voce che presto altro personale sarà trasferito al Santa Maria della Pietà di Nola”. Oramai è prassi: “Depauperare l’Apicella del personale medico e infermieristico, tutto a favore dell’ospedale di Nola è un’altra pratica avviata da tempo”, spiega Sannino.

di Patrizia Panico da Il Mattino ed Sud - Costiera

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