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Salute mentale e strutture residenziali a Tufino, una scandalosa storia decennale

Gennaro Esposito free lance e Gennaro Napolitano, Responsabile psichiatra della la UOSM di Nola, commentano ...

giovedì 14 marzo 2013


Con un colpo di spugna nel novembre scorso l’amministrazione comunale di Tufino, dopo dieci anni di attese, adempimenti burocratici e risorse economiche impegnate, chiude le porte e la speranza ai malati di mente e ai loro familiari di veder realizzata nel territorio comunale una struttura residenziale dove ospitare 18 utenti psichiatrici cronicizzati.

A seguito di una ricognizione del dipartimento di salute mentale dell’ex Asl Na4 (oggi Asl Na3 Sud), avvenuta tra il 2001 e il 2002, di strutture immobiliari pubbliche in via di dismissione nei vari comuni del territorio di sua competenza, nel tentativo di affrontare e superare la cronica carenza di posti letto per sofferenti psichici cronici bisognevoli di residenze alternative al ricovero e/o all’abbandono, fu individuato – come rispondente ai requisiti previsti dalla normativa vigente – e reso disponibile dall’allora sindaco Carlo Ferone l’ex edificio scolastico dismesso da tempo in località Schiava di Tufino.

Il consiglio comunale, dopo vari incontri tra i tecnici del comune e quelli dell’Asl per la stesura del progetto definitivo dei lavori di adeguamento, nel marzo del 2003 autorizza il sindaco Ferone a sottoscrivere un protocollo d’intesa tra il comune di Tufino e l’Asl Na4 “con l’impegno a porre in essere tutti gli atti ufficiali per la stipulazione di un contratto di comodato d’uso gratuito dell’edificio, ristrutturato ed adeguato secondo il progetto redatto dall’architetto Santorelli, ubicato nel comune di Tufino alla via Nazionale delle Puglie (località Schiava) e da destinare a presidio polifunzionale sanitario e riabilitativo”.

La delibera precisa che “verrà creata una residenza sanitaria integrata con posti letto da 18 a 22 e tale struttura è destinata ad anziani disabili con turbe psichiche, a supporto del servizio d’igiene mentale. In tale struttura, inoltre, sarà ubicato un osservatorio epidemiologico che possa monitorare le cause di decessi per cancro, in presenza di due discariche e di un CDR, a supporto di altri monitoraggi di cui al protocollo d’intesa con il Commissariato di Governo”. Il 3 aprile 2003 fu sottoscritto un contratto in cui il comune di Tufino concedeva in comodato d’uso gratuito per venti anni, salvo ulteriore proroga, l’edificio da destinare a presidio polifunzionale e riabilitativo, mentre l’Asl Na4 si impegnava a creare in tale presidio una Struttura Intermedia Residenziale (SIR) di 18/22 posti letto per pazienti psichiatrici cronici ed un osservatorio epidemiologico per il monitoraggio delle cause di decesso per cancro ad integrazione e a supporto di analogo monitoraggio di altri enti. Negli anni a seguire, lentamente, in tempi molto dilatati, con finanziamenti successivi, per lo più a carico del comune di Tufino (ma, come sembra, anche a carico della Asl Na4 che avrebbe sostenuto i costi di avviamento del progetto dell’osservatorio epidemiologico) vengono avviati e conclusi i lavori di ristrutturazione ed adeguamento dell’ex edificio scolastico. Il 28 aprile 2011 il commissario straordinario dell’Asl Na3 Sud Vittorio Russo, presenta al comune di Tufino la domanda per l’autorizzazione della SIR a 18 posti letto.

In poco più di un mese giunge anche il parere favorevole della commissione regionale alla realizzazione della struttura sanitaria per la tutela della salute mentale. Il 7 marzo 2012 fu effettuato un sopralluogo della struttura. Erano presenti il direttore del dipartimento di salute mentale, il sindaco Ferone, il vicesindaco, un componente della commissione regionale, un dirigente del servizio AA.GG., vari componenti del servizio tecnico del comune di Tufino, il direttore SISAP. In quella occasione il sindaco dichiarava che intendeva consegnare la struttura all’Asl Na3 Sud in tempi brevissimi.

Nel maggio 2012 si svolgono le elezioni comunali a Tufino per cui viene eletta una nuova amministrazione guidata da Antonio Mascolo, di segno politico diverso da quella di Ferone. Ad ottobre 2012 il direttore del dipartimento di salute mentale incontra il sindaco Mascolo per sollecitare
l’affidamento all’Asl della struttura. Il sindaco replica di non essere a conoscenza della vicenda, rimandando ad un ulteriore appuntamento. Il 30 novembre 2012, improvvisamente, il consiglio comunale di Tufino approva la delibera n. 25 con cui si revoca la precedente delibera n. 10 del 20 marzo 2003 e si cambia la destinazione d’uso dell’ex scuola da struttura sanitaria a generica “struttura socio-sanitaria”.

commenti all’articolo

2 pensieri su “SALUTE MENTALE E STRUTTURE RESIDENZIALI A TUFINO, UNA SCANDALOSA STORIA DECENNALE”

1. GENNARO ESPOSITO free lance il 10 marzo 2013 alle 14:06 scrive:
Sono uno psichiatra dell’Igiene Mentale di Nola. Il Sindaco Mascolo non ha nessuna sensibilità su questo argomento. Spero che non venga riconfermato sindaco in futuro. A casa!!!! I pazienti psichiatrici non possono aspettare, questa struttura era l’unica possibile e prontamente disponibile. Il lavoro di un decennio buttato nel cestino!!!!
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2. Gennaro Napolitano, Responsabile psichiatra della la UOSM di Nola. il 12 marzo 2013 alle 01:28 scrive:
Spero che questa storia non si concluda così! Come tante altre storie che si possono narrare in questo territorio dove sprechi, ruberie, difesa di interessi personali, disprezzo e pregiudizio verso i più deboli la fanno da padroni. Dove il malato, sopratutto quello mentale, è guardato con fastidio, da tenere a distanza, considerato un condannato per “volere soprannaturale”. Può un nuovo sindaco, per fare un dispetto a quello vecchio o per sopravvenute promesse elettorali, annullare con un colpo di spugna contratti legalmente stipulati? Si può non tener conto di tutte le risorse finanziarie utilizzate in 10 anni per ristrutturare una ex scuola? A quanto ammontano? Chi le restituirà? Lo sapremo mai? Qualche amministratore o politico sensibile denuncerà la questione alla Corte dei Conti? Si può continuare a non tener conto del bisogno di residenze di tanti malati mentali del territorio nolano? Secondo i parametri della legislazione nazionale occorrono 2 posti letto/10.000 residenti, per cui per i 107.000 abitanti del territorio della UOSM di Nola necessitano di 21 p.l. Allo stato non ne esiste nemmeno uno! Per questo motivo tanti sofferenti psichici vengono condannati all’abbandono, ad una vita di stenti, spesso all’addiaccio con morte precoce o “reclusione” in strutture private “tipo lager”.

Quante tragedie familiari si verificano, anche nel nostro territorio! Spero in una sollevazione dell’opinione pubblica comunitaria, in un intervento deciso della Direzione Generale della ASL che impugni questa delibera e ne chieda il risarcimento. Spero che forze politiche, sindacali, associative sane e solidali facciano sentire la propria voce. E, infine, sono convinto che il vescovo di Nola, monsignore Beniamino De Palma, così sensibile alle vicende umane, sopratutto dei più deboli, abbia molto da dire a riguardo. I sofferenti psichici del Nolano, i loro familiari e gli operatori della Salute Mentale aspettano con fiducia. Speriamo di non restare delusi, ancora una volta.

di Autilia Napolitano - http://ilcazziblog.wordpress.com/

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