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“Il Concilio Vaticano II cinquant’anni dopo: domande e riflessioni”, venerdì 22 marzo convegno di studi a Napoli.

venerdì 15 marzo 2013, di La redazione


NAPOLI. Dopo 50 anni cosa resta del Concilio Vaticano II? Come bisogna interpretarlo? Cosa ha rappresentato per tutta la Chiesa? Quali influenze e tendenze si sono rivelate nel corso del tempo? Venerdì 22 marzo, alle ore 17.00, presso il Salón de Actos - Real Hermandad de los Nobles españoles, sito in Via San Giacomo, 40, a Napoli, si terrà il convegno di studi “Il Concilio Vaticano II cinquant’anni dopo: domande e riflessioni”. L’iniziativa è promossa da “Una Voce Italia”, Associazione per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana, in collaborazione con la Fondazione Lepanto e “Fides Catholica”, rivista di apologetica teologica a cura dell’Istituto Teologico “Immacolata Mediatrice” dei Frati Francescani dell’Immacolata.

Il convegno, presieduto dal Prof. Fabio Marino, Presidente nazionale di “Una Voce Italia”, sarà arricchito dagli interventi del Prof. Giovanni Turco, dal titolo “Pensare il Concilio Vaticano II”, del Prof. Padre Serafino Maria Lanzetta, che si soffermerà su “Il Vaticano II come questione teologica”, e del Prof. Roberto de Mattei, il quale analizzerà “Il Concilio come problema storico”. Nel corso della serata saranno, inoltre, presentati i lavori editoriali “Iuxta modum” (Cantagalli, Siena 2012), a cura di Padre Serafino Lanzetta, ed “Apologia della Tradizione” (Lindau, Torino 2011) del Prof. Roberto de Mattei.

Frate francescano dell’Immacolata, P. Serafino Lanzetta è docente di teologia dogmatica presso l’Istituto Teologico Immacolata Mediatrice (Cassino). È parroco della Chiesa di Ognissanti in Firenze e dal 2006 dirige la rivista teologica “Fides Catholica”. Ha pubblicato diversi studi di ricerca in ambito mariologico, dove si segnala la sua tesi di dottorato sul Sacerdozio della Vergine Maria (Roma 2006), ed in altri ambiti della dogmatica. Scrive per alcuni giornali, tra cui “L’Osservatore Romano”, e collabora con diverse riviste. Sta per conseguire presso la Facoltà Teologica di Lugano l’abilitazione alla libera docenza, con una tesi sull’ermeneutica del Concilio Vaticano II, sotto la direzione del Prof. Dr. Manfred Hauke.
In “Iuxta modum”, Padre Serafino impronta un nuovo approccio del Concilio Vaticano II, cercando di interpretarlo semplicemente come uno dei tanti concili della Chiesa. Non l’unico né l’ultimo. Uno dei 21, con un taglio sui generis rispetto a quelli dogmatici immediatamente precedenti. «Il Vaticano II non può essere un nuovo cominciamento – afferma Padre Serafino - perché la Chiesa non inizia da un concilio, ma dalla volontà istitutrice di Cristo per portare il Regno di Dio ad ogni uomo e favorire l’ingresso di ogni uomo in questo Regno. Purtroppo – continua – tale concilio è stato letto abbondantemente come “nuovo inizio”. Le maglie ampie della pastoralità e della non-definizione furono viste, scorrettamente, come possibilità di dire pastoralmente la fede, in modo da non dover più contraddire l’altro. La diversità declinata come pluralismo fu la condizione previa e necessaria del dialogo. Col risultato però di aver smarrito profondamente l’identità cattolica, perché frammischiatasi spesso con il mondo, la modernità, la politica, l’antropocentrismo».

Nelle pagine di “Apologia della Tradizione”, il Prof. Roberto de Mattei offre, invece, alcuni elementi di riflessione storica e teologica per chi desidera approfondire i problemi che il vivace dibattito sulla sua opera ha sollevato: si possono discutere persone ed eventi che appartengono alla storia della Chiesa, mettendone in luce eventuali limiti ed ombre? Si può dissentire (quando ed in quale misura?) dalle decisioni delle supreme autorità ecclesiastiche? Qual è la “regula fidei” della Chiesa nelle epoche di crisi e di confusione? Per Roberto de Mattei la via maestra da ritrovare è la Sacra Tradizione, di cui nel suo volume propone una documentata apologia.
Roberto de Mattei insegna Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma, dove è Preside dell’ambito di Scienze Storiche. È Presidente della Fondazione Lepanto. È membro dei Consigli Direttivi dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea e del Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana. Tra il 2003 ed il 2011 è stato Vice-presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche con delega nel settore delle Scienze Umane; Membro del Board of Guarantees della Italian Academy presso la Columbia University di New York (2005-2011); Consigliere per le questioni internazionali del Governo Italiano (2002-2006). È autore di libri e pubblicazioni tradotte in varie lingue e collaboratore di giornali e riviste sia italiane che straniere. Dirige le riviste “Radici Cristiane” e “Nova Historica” e l’agenzia di informazione “Corrispondenza Romana”.

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