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Somma, al Forum del giovani l’appartamento del boss

venerdì 15 marzo 2013, di Gabriella Bellini


Una giornata da ricordare per la citta’ di Somma Vesuviana: la consegna al Forum dei Giovani di un bene confiscato alla camorra. Le chiavi simboliche di un appartamento una volta appartenuto al clan Fiore D’Avino sono state ieri consegnate dal sindaco Raffaele Allocca al segretario Vincenzo De Cicco in un’affollata sala consiliare. Una cerimonia avvenuta alla presenza anche del comandante della Compagnia di Castello di Cisterna, il capitano Michele D’Agosto e del maresciallo Raimondo Semprevivo. "Quello di oggi e’ un importante punto di arrivo", ha detto il sindaco, "conferma la nostra lotta alla camorra, alla delinquenza, all’illegalita’, che da sempre sono dei nostri cavalli di battaglia. È stato possibile raggiungere questo obiettivo grazie al consenso consiliare della maggioranza e della minoranza, non dimenticando l’importante apporto del segretario comunale e del direttore generale". Allocca ha poi sottolineato la presenza in sala della consigliera Alessandra De Siervo, figlia del commendatore Francesco per decenni sindaco della citta, e di altri esponenti del mondo della cultura locale, che con il loro " esempio hanno rappresentanti punto di riferimento che hanno dato il via allo sviluppo che ha permesso al nostro comune di diventare citta’". Momento toccante anche la consegna di una targa alla famiglia Calvanese e De Simone, ai loro familiari vittime dell’attentato terroristico al treno Napoli-Bologna del 1984 e’ intestato il bene. "Abbiamo raggiunto lo scopo che ci veniva richiesto dall’agenzia che si occupa dei beni confiscati", ha aggiunto Allocca, "consegnando ai giovani l’appartamento ed intitolando il bene ai tre componenti della famiglia De Simone e Calvanese che morirono per un atto vile, mai indicazione ci e’ sembrata piu’ opportuna". Per il capitano D’Agosto: "Una vittoria contro la criminalità’ organizzata, che dimostra come certe battaglie debbano essere condotte in modo collettivo e mai con protagonismi di sorta". A spiegare poi cosa diventerà la sede il segretario De Cicco. "Il percorso è stato piuttosto lungo e irto di insidie", ha esordito, "Noi vorremmo che il bene diventasse un porto franco della partecipazione e della legalità di questo paese, tanto è vero che noi questo bene lo abbiamo ribattezzato “Casa della Legalità". Per noi del Forum infatti la partecipazione alla vita pubblica è fondamentale, solo con essa si possono vincere le battaglie civili nella nostra comunità.Guardate sono giorni difficili, Somma Vesuviana in queste settimane è stata scossa da gravi episodi di violenze, criminalità e prevaricazioni. Ecco perché noi riteniamo che sul nostro territorio debba esistere un segno tangibile della presenza di una nuova speranza e dello Stato. Noi nel collaborare con l’ufficio tecnico di questo comune abbiamo immaginato il bene confiscato alla camorra locale come coacervo di servizi da offrire alla popolazione giovanile locale. Al di là delle attività istituzionali del Forum in quell’appartamento noi abbiamo pensato potesse nascere: innanzitutto un’aula studio dove poter dare accoglienza a chi purtroppo oggi non ha un luogo nel quale studiare, oltre a questo abbiamo immaginato una sala multimediale nella quale mettere a disposizione i computer e una serie di attrezzature digitali già in dotazione al Forum; abbiamo previsto un laboratorio multidisciplinare nel quale far entrare in contatto i giovani con una serie di attività: dalla fotografia alla produzione di video, affinché le emozioni dei giovani possano essere rappresentate".
Gabriella Bellini
DA METROPOLIS DEL 15 MARZO

Messaggi

  • il 14/03/13 si è svolta una bellissima manifastazione,ma sento il bisogno di intervenire per diversi motivi.Non mi risulta che il primo cittadino abbia mai fatto la lotta alla CAMORRA,nel periodo che l’ ex galeotto era presente sul territorio,lui era consigliere Comunale,a Somma Vesuviana esisteva un comitato d’affari(vedi Soficoop,terreni,CHIACCHIO) rappresentato da politici e non,basta andare a leggere gli atti giudiziari al Tribunale di Napoli e Nola.Con tutto il rispetto per le persone defunte,che hanno amministrato per anni il Comune di Somma V.posso dire con metodi e" amicizie" che hanno fatto la storia delle vecchia camorra(anni 60/70).La camorra a Somma Vesuviana non era solo FIORE,fa comodo dire così...
    F.D

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