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Puc, che fine ha fatto?

mercoledì 20 marzo 2013, di Patrizia Panico


VOLLA. Che fine ha fatto l’atteso Piano urbanistico comunale? A chiedersi da diversi mesi quale sia l’attuale stato dei lavori è l’intero consiglio comunale. La Conferenza dei Capigruppo all’unanimità concordava nel convocare un Consiglio Comunale monotematico sul Puc, inizialmente per il 4 marzo poi posticipato all’8, per arrivare infine alla data del 13 scorso. I motivi dell’ultimo rinvio furono causati dall’assenza, a sorpresa e a quanto pare ingiustificata dei tecnici addetti alla registrazione. Ma il Piano urbanistico non è questione attesa solo in assise: è questione attesa anche all’interno della maggioranza guidata da Angelo Guadagno. La mancata o scarsa comunicazione dell’assessore all’Urbanistica, Riccardo Festa di Sel, con la segreteria locale dei Democrat, ha creato non pochi problemi interno della stessa coalizione maggioranza. Uno scontro, sia pure dovuto alla mancata affinità di carattere piuttosto che di visione politica, per il quale è stato necessario l’intervento del primo cittadino per distendere gli animi: “Le divergenze sono state appianate - dice Giovanni Esposito, segretario locale Pd - chiarendo all’assessore che il Puc non può essere una prerogativa di una sola persona”. L’attesa da parte dei cittadini cresce e l’opposizione nei giorni scorsi si è fatta sentire bollando l’atteggiamento dell’amministrazione guidata da Angelo Guadagno “Dilettantismo galoppante - dice Andrea Viscovo - la necessità del Consiglio è quella di conoscere lo stato dei lavori - spiega - e poter dare un contributo fattivo. Ricordo - prosegue - che la maggioranza aveva auspicato che entro dicembre 2012 il nuovo Puc fosse, quantomeno, riadattato in Giunta. Data passata da un pezzo. Ritengo che i vollesi stiano aspettando da troppo di sapere dove, come e quando potranno costruirsi una casa. Resta legittimo pensare - conclude Viscovo - che neanche la maggioranza abbia le idee chiare sul Puc e che probabilmente debba ancora trovare una sintesi interna tale da contemperare le diverse esigenze”. Intanto mentre si accendono focolai di discussione politica intorno al prezioso strumento urbanistico, quest’ultimo prosegue nelle stanze dell’Ufficio tecnico comunale, e, nel suo rinnovamento prende le distanze dal Puc varato nella giunta precedente (poi annullato dal Tar Campania, settembre 2012). Due punti chiave caratterizzano il nuovo Puc: zonizzazione e unità abitative. Il calcolo definitivo per conoscere l’esatto numero di nuove abitazioni non è ancora pronto: sono dati che vanno rielaborati con le ultime stime Istat stante il censimento 2011. E’ volontà politica di questa amministrazione ridimensionare il Puc: la forbice del numero delle unità abitative indicata dal Pd, si aggira sulle mille e 500. Cifra assai distante dalle 2mila e 343 unità volute dalla passata amministrazione di centrodestra e molto più vicina alle mille e 210 stabilite dalla Conferenza dei servizi della Provincia all’epoca.

di Patrizia Panico

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