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“Ho sposato mia figlia due suocere e …. “.

Saviano – Teatro Auditorium – Successo per la compagnia “ Il quadrifoglio” con “Ho sposato mia figlia due suocere e …. “.

lunedì 8 aprile 2013


Saviano – Consenso di pubblico per la commedia “ Ho sposato mia figlia due suocere e …. “, un’opera scritta e diretta da Angelo Iozzi. La compagnia proveniente da San Anastasia, all’esordio, sul palcoscenico savianese, si costituisce nel 2002 con l’intento di rappresentare lavori teatrali che si discostano un poco dalla tradizione del teatro classico napoletano cercando di valorizzare e portare alla conoscenza di autori meno rappresentati ma meritevoli di attenzione. La compagnia ha vinto un premio importante alla IV Rassegna del teatro amatoriale al Teatro Totò come miglior compagnia, miglior attrice protagonista e miglior attore caratterista.

Prima dell’inizio spettacolo vi è stato un momento dedicato all’associazione di volontariato clown in ospedale, con una loro, tra altro, esibizione scenica. Una trama caratterizzata, nella sua sintesi, dal gioco degli equivoci. Il racconto scenico è ambientato in una Positano forse d’inizio novecento, con vista sul mare come testimoniano delle gigantografie poste a centro scena. All’apertura del sipario vi è il quadro festoso del dopo matrimonio di due sposi. Il clima di tranquillità non fa presagire nulla di quanto di complesso si annuncia. Attraverso un sottile gioco d’intrighi scavando nel passato delle precedenti relazioni si verrà a sapere di una fugace relazione dello sposo su di un treno anni fa. Un evento apparentemente innocuo nella dinamica dei fatti. Invece sarà proprio il centro della vicenda. Da lì tutta una serie di conseguenze: Enrico, questo il nome del protagonista interpretato da Onofrio Ogliasto, crederà che la sua sposa sia in realtà sua figlia. Un dramma e un incubo per il protagonista! La sposa che vorrebbe tenersi vicino a se il suo sposo, che gli dimostrasse il suo affetto, il suo amore travolgente nel percosso di vita appena iniziato, si vede inspiegabilmente allontanata da lui. Va detto che un ruolo caratteristico gioca la madre di lei, della sposa: Erminia personaggio interpretato da Elena Erardi ; Una donna tirannica, con grandi doti di scaltrezza, adoperate anche e soprattutto nei confronti del marito.

Metterà in atto un piano perverso pur di contrastare le felicità dei due sposi e contrastare l’alleanza in famiglia contro le sue angherie. Altri personaggi entrano nella scena: un sacerdote interpretato da Gennaro della Corte, i servitori di casa, un ex spasimante della sposa, personaggio goffo e grezzo nei suoi modi di agire di grande comicità, una zia della sposa, quasi una seconda madre, una provocante e sensuale top model di altri tempi di nome Lou Lou interpretata da Emanuela Toscano.

Lo stesso regista e autore della commedia assicura: “ una commedia nata sulla scia di quelle che sono state le pochade francesi”. È, in effetti, il caos scenico sembra dominare e il tutto sembra spingere verso il classico colpo di scena finale con un epilogo favolistico del vissero tutti felici e contenti. Non sarà così, il finale scontato non avviene! Si chiarirà che la sposa non è sua figlia. Tutto a posto allora? Per niente! La sposa, si verrà a sapere è in realtà sua sorella di cui s’ignorava l’esistenza.

Sembrava tutto incanalarsi per il verso giusto; ecco che sopraggiunge l’inatteso e per il protagonista sposo, solo promesso in un languido matrimonio non consumato, un incubo che continua! Su tale incertezza e ritrovato disagio cala il sipario. Completa il quadro degli attori: Carlo Albano, Margherita Barbato, Silvia Spina, Nunzio Palmese, Tonia Granata, Eddy Ogliastro, Rebecca Mirabella, Carla Amato, Gaetano Amato, Francesco Panetta, Rosaria D’Aveta, Caterina Giacometti e infine Carmine Esposito.
Antonio Romano

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