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Sant’Anastasia - Un protocollo d’intesa per salvare Palazzo Nicola Amore.

lunedì 8 aprile 2013, di Maria Beneduce


Un protocollo d’intesa per salvare Palazzo Nicola Amore. La perla monumentale del Vesuviano tornerà agli antichi fasti. Un intervento, di recupero di milioni di euro, e l’auspicio di ricevere il finanziamento regionale, cosi gli anastasiani potranno rivivere il Palazzo che fu dimora del vice sindaco di Napoli. Il sindaco di Sant’Anastasia e l’Ordine degli avvocati di Napoli hanno stretto un Protocollo d’intesa per Palazzo Nicola Amore, cercando di cancellare degrado e abbondo che avvolge il ‘gioiello’ di architettura e storia anastasiana. La struttura storica sorge nella zona collinare della cittadina, nella zona Olivella, una costruzione del fine 500, originariamente di proprietà della famiglia Marigliano e da loro ceduto all’avvocato Nicola Amore per servigi resi alla famiglia. Cosi il noto e stimato vice sindaco di Napoli, divenne proprietario dello splendido Palazzo e di migliaia di ettari di terreno. Nicola Amore alla sua morte donò il palazzo e le migliaia di ettari di terreno, all’Ordine degli Avvocati di Napoli, Il patrimonio sarebbe cosi servito ai giovani avvocati dell’Ordine, ma si è trattata di ben altra storia. L’antica dimora estiva di Nicola Amore, si è persa negli anni. Numerosi gli appelli ad imprenditori e amministratori per salvare il palazzo posti dall’architetto Pasquale Barbagallo, tecnico che nel 2002 ricevette mandato per eseguire rilevamenti e perizie per riportare agli antichi fasti una delle ‘perle del Vesuvio’. Uno studio proseguito dal 2002 sino al 2010, quando fu presentata una scrupolosa ricostruzione in cad, al fine di realizzare la struttura seguendo nel dettaglio ‘il restauro stilistico’. Si apri così la ‘lotta’ per far sopravvivere l’immensa importanza architettonica e storica del Palazzo Nicola Amore. Sino al 2002 il tutto sarebbe dovuto realizzarsi con l’Ordine degli Avvocati e l’affiancamento dell’Ente Parco. I fatti poi hanno visto le autorità dell’Ente Parco Vesuvio acquisire Palazzo Mediceo, noto come ‘Palazzo di Cutolo’, e sfumare la collaborazione per il restauro del palazzo anastasiano. Le speranze, dopo i numerosi appelli, non si sono perse, ed il sindaco Carmine Esposito dice. “Ci siamo riusciti. Abbiamo stretto il protocollo d’intesa per venti anni con la Fondazione Amore, a firmare il presidente Caia. Questo è il primo risultato”. Lo scorso maggio l’amministrazione ha dato anima ad una commissione ad acta sulla questione del palazzo, composta dall’avvocato Genesio Allocca, dallo scrittore Ermanno Corsi e dallo psichiatra Luigi De Simone. Partirono una serie d’incontri, trattative e discussioni tecnico-amministrative che hanno portato alla stipula del Protocollo. Un Palazzo usato come dimora sino agli anni ’80, quando al suo interno c’erano una decine di famiglie che hanno abitato la struttura per anni, abusivamente. Nell’ultimo trentennio, dunque, si è consumato il vero ‘abbandono’ e deterioramento della ‘perla monumentale’ che potrebbe definirsi di carattere nazionale. Oggi Esposito spera in un finanziamento europeo per il recupero di siti archeologici, richiesta che “Lunedi mattina consegnerò, e per il quale speriamo un buon esito. Poi si penserà al bando per chi dovrà operare. E’ però –commenta Esposito – un protocollo articolato, in cui la Fondazione concede al nostro Comune la disponibilità a titolo di comodato per 20 anni della consistenza immobiliare e relative aree destinate a pertinenze. E’ un successo per la comunità, e mi lusinga pensare che tra qualche anno le sale del Palazzo rappresenteranno il trait d’union tra ambiente urbanizzato e ambiente rurale, tra turismo religioso e turismo naturalistico. Un mezzo ed un’occasione per promuovere e sostenere le attività economiche legate ai prodotti di eccellenza, di cui la nostra montagna è ricca. La città avrà un suo punto di riferimento importante sul Monte Somma, dedicato alla cultura ed alle tradizioni vesuviane”.

Messaggi

  • Un grande successo! Gli avvocati, che scemi non sono, mica hanno regalato il palazzo al comune! Hanno firmato un "comodato" ventennale per un rudere, evidentemente sperano di riavere indietro invece che il rudere una villa restaurata con i soldi pubblici. Ma noi cittadini più anziani non crediamo neanche a questo, perchè abbiamo visto molti protocolli d’intesa, addirittura per il palazzo Tortora braida fu comprato dal comune, firmato il protocollo di intesa, avuto il finanziamento, fatti i progetti e... e ancora là, un bel vedere a pezzi al centro del paese

  • Gli avvocati ci danno un prestito per venti anni un rudere, che forse non sono riusciti a vendere a nessuno, isolato dal centro, difficile da raggiungere. Noi ringraziamo per tanta generosità. Fra qualche anno glielo restituiamo rifatto e con la strada di accesso? Non si capisce bene. Condivido chi ha scritto su Tortora braida. Guardando la fine di quel palazzo, pure bello centrale, non c’è da stare allegri

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