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Somma Vesuviana, sarà un fine settimana decisivo per le sorti delle coalizioni per le prossime amministrative

giovedì 11 aprile 2013


Somma Vesuviana. La camicia di Biagio Esposito, plenipotenziario di Noi Sud a Somma Vesuviana, è sempre aperta, proprio come le porte del suo partito. Porte dalle quali stanno entrando un bel po’ di nomi della politica cittadina. I primi sono stati i consiglieri comunali Mauro Polliere e Costantino Beneduce, oggi invece, secondo i rumors, si starebbero avvicinando gli Angelo D’Alessandro, i Vincenzo Piscitelli e gli Alfonso De Falco. Il tutto sotto l’alacre regia di Biagio Esposito e soprattutto di Antonio Milo, il politico partito dai Monti Lattari e finito a Roma. E proprio Noi Sud è la scia da seguire per tastare gli umori del centrodestra sommese. La loro assenza in consiglio comunale ha fatto molto rumore anche perché, se non ci fosse stato Vittorio De Filippo, il primo cittadino Raffaele Allocca non avrebbe avuto il numero legale per svolgere la seduta. Ma per quali motivi Noi Sud non ha partecipato all’assise? Secondo i bene informati il motivo sarebbe da addebitarsi ad alcune frizioni all’interno della maggioranza di centrodestra in questa coda di consiliatura. Secondo altri invece Noi Sud starebbe attendendo le decisioni romane sull’assegnazione del simbolo del Pdl a Somma Vesuviana. Probabilmente la verità sta in mezzo e tutto confermerebbe una volta e per tutte che la destinazione del simbolo del Pdl è la chiave di volta dell’intera vicenda elettorale sommese. Ancora 24 ore probabilmente e sapremmo se Raffaele Allocca sarà riconfermato oppure a concorrere per la poltrona di primo cittadino sarà il consigliere regionale Paola Raia. Quest’ultima, da domenica ad oggi, è data per stra-favorita nella corsa alla titolarità di un simbolo che spaccherebbe in due come un anguria il centrodestra. Da un lato lei con quei partiti, movimenti e coloro i quali svolgono la propria attività politica all’ombra del popolo delle libertà. Dall’altro Raffaele Allocca con i suoi fedelissimi. La spaccatura ovviamente potrebbe accelerare anche la decisione di Udc e Polis in merito alla coalizione da sposare. Il calcolo dei due partiti sembrerebbe a questo punto puramente numerico. “Si va- sarebbe in sintesi il ragionamento dei dirigenti di Polis ed Udc- dove c’è più possibilità di ottenere quei numeri utili per presentarsi almeno al ballottaggio”. Quindi porte aperte a tutti, anche a Pd, Centro Democratico e Somma Attiva nel caso in cui la polverizzazione del centrodestra, alla quale parteciperebbero anche Pasquale Piccolo con l’Aurora e Gianfranco Di Sarno con delle civiche, fosse piuttosto vantaggiosa. E nel centrodestra c’è da registrare anche la fine dei Popolari del Buongoverno. La scorsa settimana il movimento si è sciolto. Una parte dei Ppb, come Paolo D’Avino, restano nell’orbita dell’assessore regionale Marcello Taglialatela, transitato in Fratelli d’Italia, mentre per gli altri, come Raffaele Maione, Gino Pappallardo e Vittorio De Filippo, bisognerà attendere le prossime, decisive, ore.

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