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Sant’Anastasia – Le vittime dello scoppio della Flobert ricordate in un corteo.

venerdì 12 aprile 2013, di Maria Beneduce


“Mai più morti sul lavoro” questo lo striscione stretto dai tanti bambini che hanno aperto il corteo in ricordo delle vittime della Flobert. Una giornata di commemorazioni per ‘non dimenticare’ quanto è accaduto 38 anni fa nel piccolo comune del Vesuviano. Ad organizzare la III edizione della "Giornata della Memoria delle vittime della Flobert", l’associazione “Gio.Ve” Giovani Vesuviani e il Comune di Sant’Anastasia. La tragedia nota alla cronaca per la sua cruenza, cade l’11 aprile. Nel 1975 in quel giorno Sant’Anastasia fu svegliata da un boato e dalla ‘violenza’ e contò ben 12 persone morte sul loro posto di lavoro. Una fabbrica, la Flobert, dedita alla costruzione di proiettili d’arma giocattolo e fuochi d’artificio, sita in contrada Romani, dove le confezioni avvenivano in capannoni ed in condizioni di lavoro illegali. I giovani vesuviani, Gio.Ve, riuniti in associazione, si sono fatti promotori dell’istituzionalizzazione della giornata presso l’Ente, per dare continuità alla celebrazione dell’11 aprile “partendo dal presupposto di riscoperta e riaffermazione delle nostre origini e della nostra storia cittadina e principalmente del ricordo e commemorazione di una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica per efferatezza e violenza, e spezzato 12 giovani vite che si trovavano sul posto di lavoro”. Un dramma, quello di uomini e donne che perdono la vita sui propri posti di lavoro, che unisce il piccolo comune anastasiano al dolore di tanti altri, motivo che domani, giovedì 11 aprile, la giornata del ‘ricordo’ si è aperta con un corteo che partito da piazza Trivio ed al quale hanno preso parte tannti bambini, che hanno sfilato per le vie della cittadina sino al Camposanto, per ricordare le 12 vittime e rinnovare l’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro e dire basta elle ‘morti bianche. Una messa e la deposizione una corona in ricordo dei defunti sul lavoro ai quali è stato dedicato un minuto di silenzio e che ha concluso le commemorazioni. Un ricordo toccante quello della Flobert per gli anastasiani, un ricordo che si racchiude in alcune strofe di un testo inedito di Mikele Buonocore, autore anastasiano: “Santa Maria a Sant’Anastasia ... Ce fuje n’esplosione pareva ‘o Vesuvio! E se sentette nu scoppio fetente ca spezzaje e vite e povera gente. Santa Maria abbascie ‘e Rumane ... Vite arrubbate pe trenta denaro! Scippola mò sta mala pianta!Fatica nera e morte janca!” un testo che con grande sensibilità sottolinea le tanti morti sul lavoro. Saranno i giovani dell’associazione Gio.Ve a ricordare “che il lavoro è un diritto di tutti, così come quello della vita, cosi come condizioni di lavoro sicure”. L’associazione di cui è presidente Vincenzo Rea, da tempo si adopera a programmare e sostenere le attività sociali, nonché sensibilizzare enti pubblici e privati sul tema della sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione dei rischi. Parole dall’enciclica del Beato Giovanni Paolo II, quelle dette da don Ciccio D’Ascoli nella messa in suffraggio delle vitteme Flobert “si critichi aspramente la deriva del capitalismo che mette al centro della storia e di tutte le mete dell’uomo i ‘soldi’, al posto dell’uomo che nel lavoro trova la realizzazione delle propria vocazione umana”. Nel corso dell’omelia, il sacerdote di Santa Maria la Nova, ha poi incitato la politica “a ridare all’uomo la speranza di un lavoro, soprattutto ai giovani e ai padri di famiglia, remunerato dignitosamente e sicuro per la accettazione delle regole, tutte, che riguardano la sicurezza”. Il preddicatoe ‘buono’ cosi viene chiamato don Ciccio dai fedeli ha infine detto: “i soldi che si guadagnano risparmiando sulla sicurezza, sono soldi spochi di sangue: la vita di un uomo non ha prezzo”.

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